Una politica che affonda!

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La repubblica romana fu un sistema di governo presente a Roma nel periodo compreso tra il 509 a.C e il 27 a.C.

Esso nacque a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia della componente etrusca sulla città e al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche.

 

Quella della Repubblica rappresentò una fase lunga, complessa e decisiva della storia romana: costituì un periodo di enormi trasformazioni per Roma, che da piccola città stato quale era, divenne, alla vigilia della fondafehf2bfhizione dell’Impero, la capitale di un vasto e complesso Stato.

I conflitti intensi – dovuti ai mutamenti sociali tale periodo – portarono a grandissime conquiste e ad un
a maggiore fioritura letteraria e culturale. Il più importante è  l’incontro con la cultura ellenistica, che divenne un riferimento primario per la cultura romana dei secoli successivi.

 La situazione politica era caratterizzata da una costante instabilità, favorita dai continui contrasti tra la fazione dei populares e quella degli optimates. Il centro politico di Roma era rappresentato dal comizio, dove si svolgevano le assemblee dei cittadini sin da tempi remoti.

 

Tra le figure politiche più importanti ricordiamo Cicerone,grande uomo e console proveniente dagli eqites,che sovwrhkg-whig-hrastò il debole Caio Antonio. Cicerone si oppose prima al console Lucio Sergio Catilina, che ordinò una congiura con l’intento di rovesciare lo stato, e successivamente al grande corruttore e governatore di Sicilia Verre.

Tali racconti ci sembrano fin troppo lontani rispetto a quanto in realtà non lo siano, o perche se ne parla poco, o perche nel guardare la nostra situazione, con tutti i progressi fatti e le nuove possibilità, sembra quasi ridicolo doversi ispirare a politici di anni fa appartenenti a quella storia comunemente studiata nelle scuole italiane, dalla quale però si impara poco e niente…

È da svariati anni che la politica italiana, da assolutistica e rispettabile, è divenuta pura illusione.

Un finto mondo costituito da sole menzogne e retto da apparenti intellettuali che nascondono ignoranza e prepotenza dietro semplici parole astratte. Quelle che erano un tempo delle votazioni al fine di una buona guida del paese sono ad oggi gare al meno peggio in cui si aggiudica la vittoria il miglior retore. Una politica ormai affondata che continua a peggiorare tra talk show e programmi televisivi, dove si vedono, come protagoniste, interviste e discussioni fondamentali ai partiti per accogliere consensi dopo l’abolizione del finanziamento pubblico. Tutto questo nella sua assurdità è reso però altrettanto buffo e comico – ridicolizzando più di quanto già non lo sia – da figure ormai amate quali comici ed imitatori. Ne è un esempio il famosissimo Crozza il quale, in uno dei suoi tanti show, ha definito l’italia “Piena di comandanti Schettino”. Un’affermazione che lascia sicuramente riflettere…

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