Un viaggio tra archeologia e mitologia: il mosaico romano rinvenuto ad Écija

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Spagna, luglio 2015. La squadra di archeologi che sta lavorando agli scavi della plaza de Armas, nella città andalusa di Écija, l’Astigi romana, annuncia al mondo la scoperta di un magnifico mosaico romano risalente al III secolo, conservato in eccellenti condizioni.

Il mosaico, rinvenuto in una grande stanza rettangolare di 5 per 8 metri, probabilmente il triclinio o la sala da pranzo di una ricca villa romana, è composto da due pannelli a tema figurativo contenenti 14 scene, due delle quali sono andate totalmente perdute mentre una terza si conserva solo parzialmente. Nel pannello verticale a sinistra, possiamo osservare tre motivi bucolici e di fertilità. Il primo, partendo dal basso, raffigura l’antica divinità romana Tellus, la Madre Terra, spesso confusa e associata alla dea della fertilità Cerere. Inseguito, è rappresentata una tipica scena vendemmiante e, infine, troviamo Icario di Atene che scopre il vino. Quest’ultima immagine si riferisce al mito secondo il quale Dioniso, dopo essere stato ospitato in casa sua, volle insegnargli la coltura della vite in segno di riconoscenza. Il pannello orizzontale mostra invece, nei suoi quattro angoli, le personificazioni delle stagioni (purtroppo si sono conservate solamente quella dell’autunno, dell’inverno e di una parte dell’estate) e, soprattutto, alcuni episodi mitologici legati agli amori di Zeus, i quali testimoniano le incredibili abilità trasformistiche del signore dell’Olimpo. Dall’alto verso il basso troviamo infatti: Leda e il cigno, Antiope e il satiro, Ganimede e l’aquila, Danae e la pioggia d’oro e il ratto di Europa. Insomma, cosa non avrebbe fatto il padre degli dei pur di copulare…

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico del mosaico, gli specialisti credono che possa essere stato realizzato da più artigiani. La loro maestria non si limita alla “semplice” rappresentazione delle scene, bensì alla capacità di dare loro volume e movimento. Per poter essere sottoposto alle analisi degli esperti e al procedimento di restauro, il mosaico è stato rinforzato, diviso in placche e infine trasportato in laboratorio, ma è ben presto destinato a fare ritorno nel suo sito originale (entro a un massimo di due anni).

Questa scoperta si aggiunge alle molte altre che hanno avuto luogo lo scorso anno nella località di Écija, e gli archeologi se ne aspettano di nuove e interessanti per il futuro… So, stay tuned!

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