Un tuffo nel folklore cinese: la festa delle barche drago

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Barca drago a Hong Kong. Fonte: laRepubblica.it

Barca drago a Hong Kong. Fonte: laRepubblica.it

Martedì 30 maggio verrà celebrata una delle feste popolari più importanti e caratteristiche del folklore cinese, la festa di Duanwu (Duānwŭjié 端午节), letteralmente festa dell’inizio dello yang. Conosciuta in Occidente con il nome di “festa delle barche drago” (Lóng Chuán ⻰⻰船), è una festa tradizionale che si svolge ogni anno il quinto giorno del quinto mese del calendario lunisolare cinese, motivo per il quale è soprannominata anche “festa del doppio cinque” (Chóngw ŭjié 重五节).

 

Se la sua popolarità ha ormai varcato i confini nazionali diffondendosi in parecchi stati dell’Asia orientale, le sue origini restano ancora incerte. Alcuni storici sostengono che la festa di Duanwu derivi da antiche usanze legate al solstizio d’estate, altri che sia una forma di venerazione del totem del drago praticata sin dall’antichità dagli abitanti delle zone lungo il Fiume Azzurro.

Tuttavia, secondo l’opinione più diffusa fra la popolazione, la festa nascerebbe come commemorazione del funzionario politico e poeta patriottico Qu Yuan, vissuto nello Stato di Chu a cavallo tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo. Secondo la leggenda Qu Yuan, dopo aver scoperto che la sua amata patria era stata sconfitta in battaglia contro lo stato rivale di Qin, si suicidò gettandosi nel Fiume Miluo, situato nell’attuale provincia del Hunan, nella Cina centro meridionale.

Gara di barche drago a Hong Kong. Fonte: laRepubblica.it

Gara di barche drago a Hong Kong. Fonte: laRepubblica.it

 

Gli abitanti del luogo, sapendo che Qu Yuan era un uomo dall’animo nobile, provarono inutilmente a salvarlo salendo a bordo di lunghe e strette canoe, chiamate appunto barche drago, e remando vigorosamente alla ricerca del suo corpo. Per impedire ai pesci di divorarne la salma, gettarono loro del cibo e tentarono di allontanarli spaventandoli con il suono di tamburi e con il rumore dei remi sbattuti con forza in acqua. Da queste vicende trarrebbe dunque origine l’evento principale della festa, ovvero le regate delle barche drago le quali, accompagnate da gong e tamburi, ricorderebbero ogni anno la tragica sorte di Qu Yuan.

 

Oltre alle gare delle barche drago, che a partire dagli anni 90′ sono diventate una vera e propria disciplina sportiva diffusa persino in Europa (proprio Roma ha ospitato lo scorso anno il 12° Campionato Europeo per Nazioni di Dragon Boat), una delle tradizioni più importanti della festa è quella di preparare e consumare gli zongzi.

Zongzi. Fonte: victoriadragonboat.com

Zongzi. Fonte: victoriadragonboat.com


Alla vigilia della festa le famiglie preparano infatti questi fagottini di riso glutinoso, farciti a piacimento secondo le ricette tipiche delle diverse regioni. Di forma conica o a cuscinetto, gli zongzi vengono legati con una cordicella e poi cotti al vapore o a volte bolliti. Considerati come la specialità gastronomica della festa, ma al contempo come doni da scambiarsi reciprocamente, gli zongzi simboleggerebbero il cibo gettato in acqua per nutrire i pesci e salvare la salma di Qu Yaun.

 

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Decorazione di una porta con l’artemisia. Fonte: laRepubblica.it

 

 

Per l’occasione, oltre al cibo, ci sono usanze legate alla decorazione della casa. Il giorno della festa le famiglie appendono alla porta di casa rametti di artemisia e di tifa, entrambe erbe medicinali, che secondo la medicina cinese scongiurano le influenze maligne e prevengono soprattutto le malattie che, a causa del clima umido e della diffusione degli insetti, possono facilmente insorgere ad inizio estate.

 

 

 

In conclusione, è importante sottolineare che nel 2009 l’UNESCO ha inserito la festa delle barche drago nella lista rappresentativa del patrimonio culturale e immateriale dell’umanità. Trascrivendo e traducendo le parole utilizzate dallo stesso UNESCO sul proprio sito internet possiamo coglierne subito la ragione:

La festa delle barche drago rinforza i legami familiari e crea un’armoniosa relazione tra umanità e natura. Inoltre incoraggia e stimola l’immaginazione e la creatività, contribuendo a ravvivare i sentimenti e l’identità culturale della popolazione”.

Articolo di Andrea Sala

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