Progetto Viator: appunti di viaggio

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L'imperatore Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo

L’imperatore Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo

Progetto Viator Arkekaiors

Passeggiare per le strade di Roma non è mai tanto scontato quanto possa apparire in un primo momento. Senza distinzione di età o di professione siamo soliti percorrere quei vicoli, che sfociano in scorci o panoramiche mozzafiato, senza prestare la dovuta attenzione a tutto quello su cui i nostri occhi si posano. Guardiamo dove andiamo, teniamo presente la nostra destinazione, ma troppo spesso cadiamo nell’errore di non fermarci, almeno per un minuto, ad osservare davvero il paesaggio circostante.

Il progetto Viator intende quindi, attraverso la divulgazione della cultura archeologica e storico artistica, arginare il fenomeno, fornendo gli strumenti adatti per un’osservazione attiva della nostra città, partendo proprio da quella che secondo noi è la miglior risorsa di cui si dispone e su cui si deve investire, ovvero i giovani. 

In qualità di archeologi e storici dell’arte, ma soprattutto di studiosi appassionati, si è voluto progettare un programma organico che aiuti i ragazzi delle scuole ad ottenere gli strumenti necessari ad un approccio più consapevole con la propria città. Per raggiungere l’obiettivo è ovvio che il nostro contributo non si possa esaurire con delle semplici lezioni frontali, che comunque vengono svolte per poter introdurre gli studenti alle materie secondo una prospettiva per loro innovativa. L’arte, la storia, l’archeologia, assumo un aspetto originale, più concreto, e così anche a loro più vicino; è fondamentale che gli studi astratti vengano portati ad una dimensione materiale ed è per questo che vengono trattate, tra le altre, problematiche riguardanti lo scavo, la catalogazione dei reperti, il restauro delle opere, le tecniche di esecuzione. Soprattutto, però, l’intenzione del progetto è quella di aprire gli occhi ai ragazzi, renderli consapevoli del viaggio nel tempo che compiono ogni volta che passeggiano per le strade del loro quartiere, un viaggio fatto di tappe che devono poter riconoscere. È per raggiungere questo obiettivo che, alla lezione teorica ed introduttiva, seguono delle visite programmate volte proprio all’indagine sul campo e alla dimostrazione visiva di come il susseguirsi delle epoche storiche sia nascosto tra le pieghe del paesaggio urbano. Alle passeggiate archeologiche si aggiungono poi le visite al museo. La prima tappa del percorso che stiamo compiendo con il Liceo G. C. Argan si è svolta proprio a Palazzo Massimo, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano. Qui i ragazzi hanno potuto confrontarsi con la statuaria romana di età tardo repubblicana e imperiale, e apprezzare dal vivo l’evolversi dell’arte figurativa, contestualizzandola storicamente e cronologicamente. Hanno potuto guardare negli occhi Augusto, fautore della pax romana, e calarsi in quel clima di concordia riflesso nello sguardo delle teste neoattiche, così pacatamente modellate dal classicismo greco; la tensione dovuta alle pressioni dei Barbari al confine l’hanno vista riflettersi nel crudo realismo dei ritratti traianei, che culminerà nella “paranoia” dei grandi occhi scrutatori – che tutto vedono e tutto il mondo romano controllano – nelle teste di Costantino. Gli studenti hanno poi potuto confrontarsi con la statuaria greca, classica ed ellenistica, grazie alle numerose copie di età romana ma soprattutto grazie agli originali bronzei esposti al pianterreno, riuscendo a relazionare i reperti al proprio contesto di ritrovamento e cercando così di ricostruire e comprendere anche le motivazioni per cui una certa iconografia fosse adatta e destinata ad un certo ambiente.

Altrettanto importante, ed anche funzionale al nostro scopo di rendere gli studenti più consapevoli e meno spaesati di fronte ai ritrovamenti, è l’allestimento del secondo piano del Museo, dove sono stati ricreati gli ambienti della Villa della Farnesina, i cui affreschi sono stati rimossi e musealizzati a Palazzo Massimo. In questo modo, oltre a poter apprezzare delle pitture parietali veramente ben conservate, è possibile anche immaginare le dimensioni delle antiche domus suburbane e calarsi all’interno delle stanze che quotidianamente venivano vissute e frequentate forse dallo stesso Agrippa e dalla stessa Giulia, figlia di Augusto.

Questa è stata solamente la prima tappa del percorso attraverso cui Arkekairòs guiderà gli studenti del Liceo Argan. Seguiranno una visita a Palazzo Altemps, altro importante polo del Museo Nazionale Romano, ed un’uscita presso la Basilica paleocristiana di San Clemente, proprio in virtù di un approccio diacronico all’architettura di Roma, fatta di sovrapposizioni di strati materiali e cronologici diversi che donano alla nostra città quel fascino particolare che solo la storia riesce ad imprimere.

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