“Passeggiate in Consapevolezza”: quando la narrazione culturale incontra lo Yoga e la Mindfulness

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“Vivere in piena coscienza, rallentare il proprio passo, e gustare ogni secondo ed ogni respirazione, questo è sufficiente”.

Le parole del monaco buddhista Thic Nhat Hanh ci offrono un prezioso spunto per ripercorrere insieme le esperienze vissute nel corso delle nostre Passeggiate in Consapevolezza, il nostro ultimo programma di attività culturali conclusosi qualche settimana fa.

Come associazione, ci siamo sempre posti l’obiettivo di individuare modi sempre diversi e innovativi di comunicare la nostra passione e il valore insito nel nostro patrimonio culturale. A partire da questa necessità, si è pensato di proporre un’esperienza che permettesse alle persone di acquisire una percezione più profonda dei luoghi e dell’ambiente in cui essi si trovano.

Si fa riferimento non solo alla mera conoscenza che si può ricavare dagli stessi, ma anche alle sensazioni che essi
evocano: dalla suggestione dettata dal tempo trascorso, alla meraviglia che suscita l’osservazione con uno sguardo attento e consapevole. Insieme ad un’insegnante di Yoga, Cinzia Colini, abbiamo esplorato la via del connubio tra lo storytelling mirato alle presenze storiche, artistiche e culturali dei territori e le pratiche di Mindfulness.


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Cornici ideali di questi itinerari sono stati i parchi romani della Caffarella e degli Acquedotti, scenari unici nei quali la natura e l’artificio si fondono dando origine a veri e propri luoghi ameni.
I percorsi sono stati arricchiti da una serie di esercizi che hanno introdotto gradualmente alla pratica dell’attenzione meditativa ed all’accettazione non giudicante del presente. L’obiettivo è stato riscoprire nella presenza mentale e
nell’attenzione sollecita, nuove possibilità fino ad allora sconosciute di fruizione di quelle stesse passeggiate culturali. Si arriva a disattivare il “pilota automatico” e quindi a godersi, con occhi diversi, le rilassanti camminate, senza perdere nessun dettaglio o sfumatura di quanto offerto dall’esperienza fatta con i sensi; ed ecco allora che i colori si fanno più vividi, i suoni e le voci più concreti e reali, i nostri passi più piacevoli e sicuri.

Ma è soprattutto il racconto degli eventi storici ad essere percepito come più interessante ed appagante: si accende una nuova sensibilità verso quei brani di vita passata che chiamiamo monumenti, in virtù del loro solenne trascorso che attraversa le più disparate epoche, di volta in volta con vesti e funzioni sorprendentemente differenti.

Non può neanche sfuggire un puntuale riferimento al momento storico che stiamo vivendo. Questi walking tour sono stati significativi per noi, in quanto fondamentale e doverosa ripartenza, e l’approccio combinato alla Mindfulness è stato come voler comunicare un preciso messaggio: “ecco, finalmente siamo qui, di nuovo insieme a goderci la vita, con i suoi momenti sociali e culturali, e apprezziamone a pieno ogni singolo momento che scorre, senza rimanere ancorati al passato, o proiettati nella preoccupazione del futuro”. Anche se non rimanere ancorati al passato, per noi
archeologi, storici dell’arte e professionisti dei beni culturali in genere, è un po’ un paradosso.


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A tal riguardo, forse sono più appropriate le parole dello psicologo Mark Williams e del giornalista Danny Penman: “La vita accade soltanto qui, in questo preciso istante – domani e ieri sono soltanto concetti – fanne dunque il meglio che puoi”.
Sareste curiosi di vivere (o rivivere) un’esperienza simile? Chissà se, con il bel tempo e le giornate più adatte, non ci sia posto per qualche altra attività del genere…
Nel frattempo, provate a ritagliare uno spazio delle vostre giornate a conoscere ed approfondire le pratiche di Consapevolezza: scoprirete esercizi che sono utili sempre, ovunque vi troviate e in qualsiasi momento desideriate farlo!

Fabrizio Fasoli e Carolina Sugamele

Autore: Fabrizio Fasoli

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