Novità per il museo di Grotta Paglicci

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voltodonnapaglicciRIGNANO GARGANCIO. Finalmente buone notizie sul fronte della valorizzazione di Grotta Paglicci. Sarà presto completato ed inaugurato il suo Museo a Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano che ospita nelle sue campagne il noto sito paleolitico.

La Regione Puglia, infatti, con determinazione dirigenziale n. 186/2015 del Servizio Beni Culturali, ha approvato l’elenco delle istanze presentate dai Comuni pugliesi ed ammesse alla fase di verifica documentale relativamente all’avviso pubblico per il finanziamento di interventi di recupero, restauro e valorizzazione dei beni culturali immobili e mobili di interesse artistico e storico, appartenenti ad enti pubblici locali territoriali.

Tra le opere finanziate anche l’ex-Municipio di Rignano al cui interno, come noto, è stato allestito da tempo una struttura mussale dedicata al giacimento e alla preistoria della Montagna del Sole.

A renderlo noto fonti ufficiali della Pubblica Amministrazione cittadina, come noto guidata dal sindaco Vito Di Carlo e dal suo vice Michele Ciavarella, delegato proprio alla causa di Paglicci. Ed è grazie a lui che oggi è possibile sperare per il futuro grazie a questo finanziamento ottenuto in gran silenzio.

Non è tutto, a quanto pare il Museo, grazie anche ad un accordo tra Comune,Soprintendenza Archeologica della Puglia, Regione Puglia e Parco Nazionale del Gargano ospiterà anche il volto e il corpo ricostruito della cosiddetta Donna di Grotta Paglicci, vissuta nell’antro rignanese nel Paleolitico Superiore tra i 25.000 e i 23.000 anni fa.

Il volto ricostruito della Donna di Grotta Paglicci sarà ospitato nei Museo a Rignano?

Come si ricorderà una equipe di ricercatori con a capo il paletnologo Francesco Mallegni (componente del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Pisa), dopo aver ricostruito il volto di una Donna di Paglicci a partire dal teschio rinvenuto nel sito pugliese nel 1988, ha rivelato che esistono delle analogie tra i lineamenti facciali delle donne del paleolitico e quelli delle ragazze europee di oggi. 

I lavori di ricostruzione sono durati poco più di tre mesi durante i quali è stato possibile ottenere l’esatto volto della donna con un’approssimazione del novanta per cento. 

Secondo gli studiosi “l’uomo europeo moderno non deriva direttamente dai suoi progenitori del Neolitico. E’ vero che parte delle sue caratteristiche le ha ereditate dall’uomo vissuto in Europa ottomila anni fa, ma è oggi pur vero che l’evoluzione della razza europea parte dal Paleolitico Superiore”. 

Secondo Mallegni, che ha ricostruito anche il volto di personaggi celebri come Giotto e il conte Ugolino della Gherardesca, “il Dna della donna ci porta a concludere che essa era ben lontana dal tipo Neanderthaliano. Nel Dna, infatti, non è stata trovata nessuna prerogativa dell’uomo africano”.

I resti della donna del paleolitico, morta poco più che adolescente, furono trovati da Arturo Palma Di Cesnola, il paleontologo dell’Università di Siena che da oltre quarant’anni dirige gli scavi. 

Il sito archeologico di Grotta Paglicci rappresenta un immenso giacimento paleolitico di fama internazionale, in cui sono stati rinvenuti oltre quarantamila reperti: strumenti litici, scheletri umani interi e parziali, oggetti d’arte mobiliare, resti fossili di flora e di fauna, graffiti su ossa di animali e su ciottoli calcarei.

Ora non solo il suo volto, ma anche il suo corpo, potrebbe essere ospitato a breve nel Museo rignanese.

Nei giorni scorsi, per finire, la ricercatrice Annamaria Ronchitelli, titolare degli scavi a Grotta Paglicci, aveva sollevato il caso della mancata apertura del Museo. Oggi arriva la risposta del Comune e le novità di cui si è detto.

Speriamo sia la volta buona, intanto il Coordinamento Amici di Grotta Paglicci continuerà a vigilare sulla questione.

Fonte: Sito di Grotta Paglicci

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