Menù del 25 aprile by Apicio. Cucina romana in quarantena.

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Chi ci segue da tanto tempo si ricorderà di un nostro vecchio articolo, “Indovina chi viene ad cenam?”, dove avevamo parlato di alcune curiosità sull’alimentazione dei romani. Ricordate il caro vecchio Apicio?

Se ve lo siete dimenticato, vi rispolveriamo la memoria…

Marco Gavio Apicio è stato un cuoco estremamente famoso nell’antica Roma, vissuto a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e, secondo Marziale, dobbiamo la sua enorme fama al suo stretto rapporto con la famiglia imperiale e, in particolare, con Tiberio. Qualche secolo più tardi, a cavallo tra il III e il IV d.C., dei pazienti studiosi si occuparono di raccogliere i preziosi segreti del cuoco e di farne un ricettario, giunto fino a noi con il nome di De Re Coquinaria. Grazie a questa fonte, oggi siamo riusciti a regalarvi un menù alternativo da provare in questa quarantena, dove tutti stiamo diventando un po’ chef 😉 

Apicio in una stampa del  1709

Apicio in una stampa del 1709

Ecco qui un piatto ricco di carne (ricordiamo che si mangiava moooolto speziato)

Porcellum oenococtum

Porcellum praeduras, orna. Adice in caccabum oleum, liquamen, vinum, aquam; obliga fasciculum porri, coriandri; media coctura colora defruto. Adice in mortarium piper, ligusticum, careum, origanum, apii semen, laseris radicem. Frica, suffunde liquamen, ius de suo sibi; vino et passo tempera; obliga amulo, porcellum compositum in patina perfunde, piper asparge et infer.

 

 

Maiale in salsa di vino

Lascia ad insaporire il maiale, già preparato. In una pentola aggiungi l’olio, il garum*, il vino rosso e l’acqua; aggiungere un pugno di porri e il coriandolo; colora con altro vino a metà cottura, Mescola in un mortaio pepe, ligustro, cumino, origano, sedano e radice di silfio. Trita e versa il garum, il vino e il trito di spezie; amalgama con farina, metti in padella, cospargi di pepe. 

*garum=salsa liquida con interiora di pesce, tranquilli, potete ometterla ahah 😉

 

E dei deliziosi dolcetti…

Aliter dulcia.

Accipies similam, coques in aqua calida, ita ut durissimam pultem facias, deinde in patellam expandis. Cum refrixerit, concidis quasi dulcia et frigis in oleo optimo. Levas, perfundis mel, piper aspargis et inferes. Melius feceris, si lac pro aqua miseris.

 

 

Aggiungi la farina, cuoci in acqua calda (nostro consiglio: aggiungete anche un po’ di latte), così si creerà una poltiglia soda, poi trasferiscila in una scodella di terracotta. Quando si sarà raffreddata, dividerla e farla a pezzetti, come a simulare dei cubetti e friggili in olio caldo, Toglili e immergili nel miele.

 

 

Per accompagnare vi consigliamo il vino speziato preferito dagli antichi romani…

Il MULSUM

In una pentola miscelare: 

  • 1 bottiglia di vino
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaino di pepe

 

Seguiteci per altre ricette ahahah

Buon divertimento!

 

Letizia Leo

 

Letizia Leo

Siciliana doc emigrata a Roma. Aspirante archeologa, ossessionata da tutto ciò che è bello. Esploratrice seriale. Nata nel secolo sbagliato.

 

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