IL MARMO HA INVASO ROMA: L’utilizzo del marmo dall’antichità ad oggi

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IL MARMO HA INVASO ROMA

L’utilizzo del marmo dall’antichità ad oggi

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È capitato molto spesso che, passeggiando per Roma, ci si imbatta in numerosi edifici e strutture particolari, costruite con materiali ad oggi quasi per niente utilizzati.

Uno di questi è il marmo, usato fin dall’antichità e dai Romani in età repubblicana e imperiale per la costruzione di edifici come i templi (II secolo, Tempio di Ercole Vincitore nel Foro Romano), essendo un materiale molto pregiato.

 

Il marmo è una roccia metamorfica composta in prevalenza in carbonato di calcio; il colore dipende dalla presenza di impurità minerali, ad esempio, il marmo bianco si forma dalla metamorfizzazione di rocce calcaree prive di impurità; un esempio è il marmo bianco di Carrara (chiamato dai Romani Marmor Lunensis, “marmo di Luni”). Questo è uno dei marmi più pregiati: esso veniva estratto dalle cave delle Alpi Apuane in territorio di Carrara (Toscana), citato anche da Dante nel XX canto dell’Inferno della Divina Commedia ed utilizzato per il rivestimento degli edifici.

 Il marmo bianco è presente anche in molte opere scultoree risalenti all’età ellenistica, come si evince nella statua della cosiddetta Musa Polimnia conservata nella Centrale Montemartini. La statua rappresenta una figura della mitologia greca figlia di Zeus e Mnemosine, la cui bellezza lascia incantato chiunque la guardi.

 

Al giorno d’oggi, viene fatto un uso intenso di materiali decisamente meno pregiati,  ma più funzionali ed economici. Per tale motivo, il marmo viene adoperato in misura notevolmente minore, anche se continua a mantenere il suo unico fascino nelle opere edilizie e artistiche.

 

Anna, Liceo “N. Machiavelli”, progetto Pon “Comunicare con l’archeologia!”

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