GIOCO D’AZZARDO: La storia è sempre la stessa!

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on TumblrEmail this to someone

Nel 2016 la popolazione di Traversetolo, composta da 9425 abitanti, ha speso più di 5 milioni di euro per il gioco d’azzardo. Ma cosa porta agli abitanti del paesino in provincia di Parma a spendere più di 540 euro a testa, ma soprattutto, come si può affrontare il tema per sensibilizzare la comunità ad aumentare la consapevolezza del pericolo che si cela dietro al gioco?
I dati che riguardano il gioco d’azzardo sono in continua crescita: nel solo 2017 sono stati spesi 96 miliardi di euro. Le spese riguardano soprattutto scommesse sportive, lotterie e gratta e vinci.
Da circa dieci anni c’è anche la possibilità di giocare sui casinò online, e ciò viene favorito dal fatto che le vincite online siano maggiori rispetto a quelle fatte avanti ad una slot machine. Il gioco d’azzardo è quindi una patologia che colpisce buona parte della popolazione, ma se ciò può sembrare un problema mediatico, questa dipendenza esiste fin dall’antichità; ne furono colpiti infatti l’Egitto e l’Impero Romano. Attraverso gli scritti di Svetonio sappiamo che una delle persone più affette da questa patologia fu proprio l’imperatore Augusto. Egli fu un giocatore accanito, giocava perfino durante i pasti. Alcune lettere ci informano delle numerose partite che svolgeva durante i banchetti insieme agli ospiti.
Le testimonianze dei giochi nell’antichità ci arrivano grazie agli scritti, ai vasi, alle leggende e ai disegni. 
A Roma era famoso il detto “Panem et circenses”, che rende l’idea di quanto fosse importante quest’attività e come ad ogni manifestazione sportiva non si perdesse la possibilità di scommettere. Si tenevano nelle case private oppure nei retrobottega delle osterie e locande.
I giochi più popolari erano quelli con le monete, le pedine e i dadi (tessere fatte in ossa, legno o avorio che venivano legate ad un filo intorno alla cintura in modo che il gioco della sorte fosse sempre a portata di mano). Si scommetteva principalmente durante le corse dei carri e le lotte dei gladiatori contro le bestie feroci.
In conclusione il gioco d’azzardo, anche se può sembrare un’attività moderna, esiste da migliaia di anni e colpisce tutti i ceti sociali, dai più alti (esempio ne è Augusto che in una sola giornata scommise 20 mila sesterzi) alle classi più modeste. 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on TumblrEmail this to someone

Comments

comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.


*