La cultura precolombiana: tra fascino e mistero

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“ C’è così tanto da dire sulla corte di Moctezuma e su tutto ciò che vi è di meraviglioso nella grandezza del suo impero che, posso assicurare Vostra Altezza, non so da dove cominciare per poterne descrivere qualche parte. Poiché, come ho già detto, cosa può esservi di più magnifico di questo barbaro che possiede, ricostruito in oro, argento, pietre e piume, tutto ciò che si può trovare sotto i cieli del suo paese; e queste imitazioni sono così vive che nessun gioielliere al mondo potrebbe farle meglio; pietre tagliate così perfettamente che non si riesce a immaginare quale strumento sia stato utilizzato; e ornamenti in piume così meravigliosi che né la cera né i ricami potrebbero uguagliarli?”
 
Hernàn Cortès, Seconda relazione a sua Altezza, 1520

 

 

 

Con queste parole il grande conquistatore Hernàn Cortès esprime stupore davanti alla ricchezza e alla raffinatezza con cui venne realizzato il grande apparato decorativo che impreziosiva il palazzo dell’imperatore maya Moctezuma.

La formazione di un’arte nei paesi dell’America centro-meridionale ha avuto caratteristiche simili allo sviluppo del mondo greco, romano o, più in generale, di quello europeo. L’arte infatti esprime il grado di evoluzione dell’uomo in un determinato periodo sociale.

 

Le prime attestazioni figurative in questi luoghi sono datate intorno al 1500/1000 a.C. Tra le forme produttive maggiormente rinvenute vi è sicuramente la ceramica, che aveva raggiunto un alto livello da un punto di vista sia quantitativo che qualitativo.

figurina antropomorfa

Fig.1: figurina antropomorfa

Interessante è l’arte delle “figurine”, che consisteva nella realizzazione di piccole figure femminili nude e che, secondo molti studiosi, sarebbero riconducibili alla rappresentazione della “Dea Madre”, intesa come personificazione della fecondità, dell’agricoltura e della terra.

Già a partire dal 900 a.C. circa, la rapida evoluzione socio-economica delle varie civiltà comporta anche  un’evoluzione nel panorama artistico. Proprio in questo periodo infatti, considerato dagli studiosi come periodo Preclassico, l’arte delle figurine ha un incremento per quanto concerne la forma e il significato; rappresentazione di individui (sono di più facile identificazione le rappresentazioni femminili) con due teste o con un viso, rivolte a sinistra o a destra. Gli studiosi interpretano questa espressione figurata come “dio della Dualità”, intesa come unione di due concetti quali vita-morte.        

 

Il fenomeno del Classicismo compare con lo sviluppo urbano delle civiltà, che a sua volta corrisponde al raggiungimento di un determinato grado di civilizzazione. Si consolidano le città e i centri cerimoniali, mentre il grande incremento economico sembra essere la caratteristica principale dell’epoca; la presenza di ingenti scambi commerciali con città, anche piuttosto lontane, comporta un cambiamento anche nell’arte, con il riscontro di influenze provenienti da territori assai lontani tra loro. 

 

In relazione a ciò, molto importante è la formazione della classi sociali, in cui predominava quella dei sacerdoti: erano loro infatti i custodi della conoscenza nonché delle pratiche religiose e capaci di interloquire con le divinità. È grazie alla loro affermazione nella società che l’aspetto urbanistico cambia in maniera radicale. Essi divennero promotori del nuovo assetto della città, che si basa su una stretta pianificazione degli spazi, associando strutture monumentali a moduli di minori dimensioni.

 

Le strutture monumentali e gli ampi spazi sono da mettere in relazione al sistema religioso della città: notiamo l’apparizione di edifici monumentali quali le piramidi con gradoni, piazze, viali e piattaforme con altari per i sacrifici. Le piramidi erano edificate al centro di grandi piazze con splendide decorazioni policrome, grandi scalinate che dovevano colpire visivamente il popolo; nonostante ciò lo spazio all’interno era completamente buio.

Fig.2: Piramide della Luna

Fig.2: Piramide della Luna

 Accanto all’architettura imponente, si aggiunge la scultura, il rilievo e la pittura. Nelle pareti esterne delle piramidi sono presenti rilievi di grande impatto da cui appaiono, a intervalli regolari, forme scultoree a tutto tondo. Si tratta di corpi ben realizzati, decorazioni schematizzate, conchiglie e chiocciole molto realistiche che formano un fondo omogeneo dal quale emergono figure come teste di serpenti o di draghi. 

   

A partire dal Classicismo inferiore la scultura inizia ad essere meno numerosa ma tuttavia importante al punto da caratterizzare l’epoca e lo stile.

Riportato l’esempio di due opere monumentali per poter delucidare ulteriormente, si tratta di:

  • Chalchiuhtlicue (o dea delle acque), alta 3m e ritrovata presso la piramide della Luna. È un blocco prismatico, lavorato in rilievo con forma impersonale, spoglia, silenziosa e profonda.
    Fig.3: raffigurazione di Chalchiuhtlicue

    Fig.3: raffigurazione di Chalchiuhtlicue

  • Tlaloc, meglio conosciuta come Tlaloc di Coatlinchan, è un opera incompiuta e molto intaccata dall’erosione. I tratti sono poco definiti ma si può comunque parlare di un personaggio maschile, con camicia corta e maschera sulla bocca.

 

Fig.4: raffigurazione della divinità Tlalos

Fig.4: raffigurazione della divinità Tlalos

Di gran numero sono le opere di dimensioni più ridotte ma di grande valore estetico. Tra le forme più importanti si possono citare:

  • “vaso di sacrifici” che rappresenta un ocelet (tigre) adagiato su una superficie piana e sul dorso ha un recipiente per raccogliere il sangue e i cuori dei sacrificati.
  • figura in alabastro che rappresenta un personaggio seduto, gambe incrociate all’orientale, le mani aperte come se dovesse tenere un oggetto (ora scomparso).


La fine del classicismo corrisponde a un momento di crisi. Una crisi economica, politica, religiosa, di valori e morale, come pure dell’arte. La crisi inizia verso la fine del VII secolo d.C. con la caduta di Teotihuacan, e si espande a macchia d’olio verso Sud. Ciononostante la propagazione è alquanto lenta: mentre la regione maya si trova in una condizione drammatica, un nuovo ordine, rappresentato dall’impero tolteco, fa la sua comparsa in Messico e nell’area andina; dalla crisi stessa ne consegue un potere unificante che porrà fine al lungo periodo di destabilizzazione.


Nell’arte questo periodo viene definito “Post-Classicismo” e abbraccia un periodo che va dal 1000 fino alla conquista spagnola. La classe sacerdotale comincia a perdere il proprio lustro e prestigio e a dipendere sempre più dalla classe militare, mentre invasori o rivoluzionari si impongono sul piano intellettuale e sull’antiquate speculazioni dei sacerdoti.

Fig.5: Cariatidi nel piazzale delle Piramidi

Fig.5: Cariatidi nel piazzale delle Piramidi

L’arte si esprime essenzialmente nella scultura. Figure di atlanti, cariatidi dalle forme ieratiche e sobrie manifestano il carattere chiuso dei popoli di montagna e annunciano le realizzazioni azteche. I rilievi sono espressivi e di varia fattezza: molto rappresentati sono gli animali feroci, quali tigri, giaguari, avvoltoi. La pittura ha un andamento altalenante, impiegata in maniera differente tra una civiltà e l’altra. Molto usata nella civiltà mixteca, si esprime attraverso i codex, offrendo una notevole policromia e dinamica. Vengono raffigurati pesci, scimmie, gufi, farfalle, scorpioni che al tempo stesso vengono stilizzate e realistiche.

 

Nella seconda metà del 400 si manifestano le prime rivolte interne tra i vari popoli rivali che causeranno la fine della civiltà pre colombiana. Per evitare la frammentazione dell’impero venne concordata un’alleanza tra città, questa iniziale situazione di equilibrio ben presto però verrà a perdersi completamente a favore del un gruppo messicano dei cocom, che esercita un potere fortemente assolutistico e tirannico. Nel 1460, una rivolta pone fine al terrore imposto dei cocom; costoro vengono massacrati e la capitale viene presa e saccheggiata completamente.

 

Questo effimero impero viene diviso in 18 parti; ciò però porterà ad una serie di lotte interne tra città rivali che durerà fino alla conquista spagnola.

 

Articolo di Chiara Giulia Ferrari

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