#ARKENATALE: Le domande che vi siete sempre posti sull’albero di Natale

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C’è chi lo addobba già a novembre, chi l’8 dicembre, come da tradizione, e non manca mai in nessuna casa nel periodo natalizio. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente dell’albero di Natale, una delle tradizioni natalizie più antiche e diffuse al mondo!

Ma perché si fa l’albero di Natale? Ecco le cose che probabilmente non conoscevi su questa antica tradizione.

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Albero di Natale, Piazza Venezia – Roma (2021) ph. Letizia Leo.

Chi ha iniziato a “celebrare” l’abete?

La tradizione dell’albero di Natale è molto antica e di origine pagana: già i Celti consideravano l’abete un simbolo di vita eterna perché restava sempre verde anche con il freddo invernale e decoravano gli alberi con frutta e candele durante il solstizio d’inverno. Era un modo per riportare alla vita l’albero e assicurarsi che, dopo l’inverno, il sole e la vegetazione avrebbero fatto ritorno.

I nostri amici romani usavano regalarsi un rametto di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna alle calende di gennaio (il primo giorno del mese). Soprattutto decoravano i templi e le loro case con rami di piante in occasione dei Saturnalia, festività in onore di Saturno, che avvenivano dal 17 al 23 dicembre.

J. A. Pasqier – Christmas Tree Family, Victorian Christmas in The Illustrated London News (1858). Fonte: Wikimedia Commons

Perché l’albero si addobba l’8 dicembre?

Il cristianesimo, come per tantissime altre sue caratteristiche, ha adottato e trasformato questi costumi pagani.
La tradizione di addobbare l’albero cade l’8 dicembre perché è il giorno dell’Immacolata Concezione, ovvero del concepimento di Maria senza peccato. L’albero, nella simbologia cristiana, rappresenta la speranza di poter rinascere.

Nei secoli poi si sono sviluppate moltissime altre leggende e teorie attorno all’albero di Natale. Per alcuni, l’abete è stato scelto dai Cristiani fra tutti gli alberi sempreverdi per la sua forma triangolare, che rappresenterebbe la Santa Trinità.

Chi ha realizzato il primo albero di Natale?

La tradizione comincia a Tallinn (Estonia) quando nel 1441, fu eretto un grande abete nella piazza del municipio, attorno al quale uomini e donne non sposati ballavano alla ricerca di un’anima gemella. L’usanza fu poi ripresa in Germania, dove nel 1570 si racconta di un albero decorato con mele, cialde di pasta di farina e pan di zenzero. Da qui sarà sempre più diffusa come usanza tanto che le cronache raccontano che il più antico mercatino di Natale si trovasse a Strasburgo in Alsazia, dove gli alberi di Natale venivano venduti nel XVII secolo come Weihnachtsbaum, termine tedesco indicante l’albero di Natale.

Perché le luci?

“Weihnachtsabend im protestantischen Deutschland” in Otto von Reinsberg-Düringsfeld: Das festliche Jahr in Sitten, Gebräuchen und Festen der germanischen Völker (1863).                 Fonte: Wikimedia Commons

Si racconta che Martin Lutero collocò delle candele sui rami degli alberi perché brillassero come stelle nelle notti d’inverno. Da qui gli alberi sono stati addobbati per secoli con le candele finché lo statunitense Edward H. Johnson, socio del famoso inventore Thomas Edison, utilizzò per la prima volta delle luci elettriche per addobbare l’albero della propria abitazione nel 1885.

Una tradizione “regale”?

J. L. Williams – Christmas Tree at Windsor Castle in The Illustrated London News, Christmas Number 1848.      Fonte: catalogo della Library of Congress (https://lccn.loc.gov/96522234)

Proprio ai sovrani dobbiamo lo stabilirsi della tradizione vera e propria: in Inghilterra il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della regina Vittoria, essendo di origini tedesche, volle introdurre nelle proprie residenze l’uso dell’albero di Natale. Da qui si diffuse come una moda in tutto il Regno Unito e da lì a tutto il mondo anglosassone.


In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita (sì, proprio quella della pizza!) nella seconda metà dell’Ottocento al Quirinale, e da lei la moda si diffuse velocemente in tutto il paese.

 

Esther Zingariello

Autore: Ilda Dinuzzi

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