#ARKENATALE: Iconografia della Stella Cometa tra arte ed astronomia.

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Simbolismo e Natale vanno di pari passo, si tendono la mano e danno spunti appassionanti a chi ama ricercare ed andare oltre l’ovvio o il semplice tramandarsi una tradizione.

E come per la preparazione dei piatti tipici della nostra tradizione, si mischiano insieme cristianesimo e paganesimo, simboli e filosofia, fede e scienza, arte e astronomia, rendendo il Natale il periodo più magico dell’anno, anche il più curioso.

Nell’arco dei secoli, artisti di ogni tipo hanno inserito nelle proprie opere gli astri, ma ne esiste uno più famoso degli altri: la Stella Cometa o Stella di Betlemme.

Ma cos’è una Cometa?

Halley’s Comet crossing Milky Way – Photo No. AC86-0720-2, Kuiper Airborne Observatory, C141 aircraft April 8/9, 1986, New Zealand Expedition. Fonte: Wikimedia

Una Cometa è a tutti gli effetti un corpo celeste minore, troppo piccolo per essere un pianeta, troppo grande per essere un satellite, una parte di ciò che è avanzato durante la creazione del nostro sistema solare.

Le Comete, la cui fama deriva dalla loro coda, sono corpi speciali.  Essendo formate di ghiaccio, roccia e metalli, al passaggio vicino al Sole, passano dallo stato solido a quello gassoso, trasformando la loro parte ghiacciata in una nube che viene spazzata via dalla pressione di radiazione del Sole, formando così, la coda. [1]

Tutti leghiamo l’immagine della Stella Cometa alla nascita di Gesù Cristo, alla guida che fu per i tre Re Magi nel loro cammino verso Betlemme.

La Stella Cometa, infatti, appare in tutte le rappresentazioni iconografiche della Natività, ma non da sempre. C’è una data che fa da spartiacque alla rappresentazione stessa di questo astro iconico.

Siamo nel XIV°, a cavallo tra il 1303 e il 1305, a Padova nella Cappella degli Scrovegni. Giotto (1267-1337) sta affrescando il registro centrale della parete destra dove ci sono le “Storie di Gesù”. Qui, per la prima volta, ne l’Adorazione dei Magi, appare la Stella Cometa.

Adorazione dei Magi – Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova. Fonte: Wikimedia

Un’invenzione di Giotto? La riproduzione conforme ai testi biblici a cui faceva riferimento per gli affreschi della Cappella?

La risposta ad entrambe le domande è no.

1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 3 All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. […]

9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.” [2]

Matteo, nel suo Vangelo, fa riferimento alla nascita di una stella (nella versione greca astér), non cita una Cometa.

Qui subentra l’evento che cambia la storia dell’iconografia della Stella Cometa: siamo nel tra il 1301 e il 1302 e il passaggio di una cometa nel cielo – cometa oggi identificata come la Cometa di Halley – impressionò così tanto Giotto da spingerlo a riprodurla nell’affresco. [3]

Giotto, infatti, mise da parte la rappresentazione stilizzata e comune della Stella di Betlemme e la riprodusse con il globo centrale avvolto da una luminescenza sfavillante. Inoltre, per rendere la sua Cometa più realistica, utilizzò pigmenti a tempera e oro per ottenere una dispersione della luce naturale il più realistica possibile, quella che fu poeticamente apostrofata: polvere di stelle.

 

 

[1] Licia Troisi, La sfrontata bellezza del Cosmo, Ed. Rizzoli, 2020

[2] Vangelo di Matteo, Sacra Bibbia, Cap. 2, ver. 1-9

[3] Olson, Roberta J.M., “La cometa di Halley dipinta da Giotto”, Le Scienze, 1º luglio 1979.

 

Ilda Dinuzzi

Autore: Ilda Dinuzzi

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