Ai mercati di Traiano…frutta e verdura!

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on TumblrEmail this to someone

12067840_10206690953784331_1702198806_n

 Un irriverente titolo per una mostra che sa di provocazione, quella ospite nei Mercati Traianei tra il 19 Maggio e il primo Novembre. In realtà a leggere la descrizione dell’evento sulla relativa pagina, i propositi sembrerebbero buoni (“L’Eleganza del Cibo”, una grande mostra, in occasione dell’EXPO 2015, per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy), di fatto si è riscontrato come un’idea, di per sé interessante, si sia vestita di ridicolo inserita in un contesto assai inappropriato.

Il violento contrasto tra gli oggetti in mostra e i marmi antichi rinvenuti nell’area dei fori, disturba la visita al museo, forzando il dialogo tra queste due lontane realtà, quasi attraverso la creazione di figure retoriche. Prendiamo ad esempio la contrapposizione tra un frammento architettonico con modanatura cosiddetta a “ovuli e dentelli” e l’esposizione di due capi d’abbigliamento che riproducono la forma di un uovo; oppure la teca di scarpe e borse collocata nella sala che ospita il piede destro di una Vittoria di II secolo a.C. rinvenuta nel foro di Augusto. Invece non risulta altrettanto chiaro il nesso tra una testa, presumibilmente di Costantino, e degli abiti con stampe di legumi e verdure, ma non mettiamo limiti alla fantasia dei visitatori, fiduciosi che anche in questo singolare caso un nesso effettivamente ci sia.

Qui la gallery

A riportare i visitatori agli splendori della Roma antica ci ha pensato fortunatamente L’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Ars in Urbe” in collaborazione con l’Associazione Culturale S.P.Q.R., con  l’evento dal titolo “Romane allo specchio. Moda femminile nell’Antica Roma” regalando  un piccolo assaggio del modus vivendi quotidiano del mondo femminile dell’Antica Roma.

Quanto fosse importante la cura del corpo nel mondo romano oramai è noto da tempo; ma in cosa consisteva esattamente la “toletta mattutina” delle ricche matrone romane? Quali erano i gioielli che maggiormente amavano sfoggiare, il loro modo di acconciarsi i capelli e gli “strumenti del mestiere” che le rendevano degne di ammirazione agli occhi di chi le guardava? Tutte le risposte a queste domande i visitatori hanno potuto trovarle passeggiando in uno dei vicoli esterni dei Mercati Traianei, tra un senatore e una matrona intenti a passeggiare e discutere proprio accanto a loro.

Su un lato della strada una “Penelope” in carne ed ossa mostra ai passanti quanto lenta e minuziosa fosse l’attività della tessitura al telaio. I tessuti delle lunghe tuniche erano solitamente il lino o la lana, ma le donne più illustri potevano disporre anche di altri tipi di tessuti, come cotoni finissimi e soprattutto la seta, che giungeva nella capitale attraverso lunghe carovane provenienti dall’Oriente. Ma dall’Oriente giungevano anche numerose spezie usate nella cosmesi per la realizzazione di oli ed unguenti, contenuti all’interno di eleganti ariballoi, alabastra e piccoli vasetti in vetro o terracotta. Gli odori di questi oli appaiono forse piuttosto forti per i nostri gusti moderni, ma a quanto pare all’epoca erano ricercati ed addirittura apprezzati. Nel rituale della toletta mattutina trovava posto naturalmente il trucco, messo a punto dalle schiave con gli strumenti e i materiali più disparati; dal bastoncino di carbone utilizzato per mettere in risalto occhi e sopracciglia, ai gusci di conchiglie usati come piattini per l’impasto di creme per il corpo o di polveri colorate. Sul marciapiede opposto una serva con occhiali del 2000 d.C. poggiati sul naso (si sa, errori e imprecisioni storiche sono presenti in tutti le ricostruzioni e film che si rispettino) è intenta ad acconciare i capelli della ricca matrona con fermagli di rame o bronzo e pettini non poi così diversi da quelli del mondo moderno. Non è il caso di queste attrici ma, soprattutto in età traianea, le donne romane amavano sfoggiare acconciature decisamente poco sobrie e di difficile realizzazione! Ultimi, ma non certamente per importanza, i gioielli: una matrona che si rispetti non può fare a meno della sua parure, ed ecco che riproduzioni di collane d’oro, bracciali ed anelli con pietre preziose di diversi colori, fibule finemente decorate, orecchini e semplici spille decorative vengono illustrate ai curiosi. L’idea dunque è senz’altro vincente, non fosse per il numero leggermente esiguo di stand e comparse in costume senza dubbio competenti ed entusiaste nel rispondere a tutte le curiosità dei visitatori. In ogni caso, è sempre da elogiare l’impegno dedicato in simili progetti che con i loro modi coinvolgenti e decisamente più accattivanti di una classica lezione di storia, avvicinano tutti, compresi i meno esperti, alla riscoperta del nostro passato, anche attraverso un semplice gesto come quello di provare a guardarsi attraverso un antico specchio decorato. Questo piccolo spaccato di mondo antico, però, era a sua volta ospite di un’altra mostra di epoca contemporanea e quindi stridente col clima dell’evento. Stiamo parlando delle gigantesche opere di Pablo Atchugarry poste ad ogni angolo dei Mercati Traianei. Sorge quindi spontaneo porre l’accento sull’intensivo ed eccessivo sfruttamento che si sta facendo di questo polo museale perché, se da una parte può essere interessante incentivare la visita a siti meno noti e frequentati proponendo eventi e mostre culturali, dall’altro non si dovrebbe dimenticare il rispetto delle origini che, in questo caso, sembra essere andato perduto.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on TumblrEmail this to someone

Comments

comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.


*