8 residenze del mondo romano che non disdegneremmo per il periodo di quarantena

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Siamo quasi tutti, in un modo o nell’altro, costretti dentro casa, e dentro le nostre quattro mura di certo le cose da fare non ci mancano. Ma se dovessimo sognare come passare al meglio la nostra quarantena…

Ecco qui una rapida carrellata di dimore romane scelte da Arkekairos!

 

 

 

 

  1. La villa di Agrippa Postumo a Boscotrecase

Diciamo che questa villa rientra nella lista soprattutto per le stupende pitture di terzo stile che decoravano la residenza, purtroppo sparpagliate per il mondo peggio delle sette sfere del drago. Non ci stupiremmo di trovare le pitture del cubicolo X pure su Namek. Tuttavia, mi sembra quasi doveroso omaggiare un povero cristo, nipote di Augusto, che sembra perseguitato dalla sfiga pure a svariati secoli dalla sua scomparsa. Non gli è bastato essere disonorato ed esiliato: la sua (probabile) villa, scoperta e dissotterrata con tante lacrime e sudore nel 1903, venne seppellita nuovamente da un’eruzione appena tre anni dopo.

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  1. La Casa del Fauno a Pompei

Non si poteva non includere in questa lista l’ingombrante domus del Fauno. Con i suoi 3000 metri quadrati di estensione, il dominus megalomane è arrivato ad occupare un intero isolato, sottraendo dello spazio vitale ai meno abbienti. Qualcosa ci dice che era filellenico: non stiamo parlando di decorazioni in primo stile, di peristili o di un Alessandro Magno calpestabile a caso. Certo, nelle case di Pompei ci sono ninfei, fontanelle, aree verdi, camere tricliniari con barchette che portano pietanze, ma una casa così davvero non si era mai vista.

L'atrio della Casa del Fauno.    1200px-issus_-_alexander

 

 

 

  1. Villa di Livia a Prima Porta

Oggi è un quartiere periferico di Roma come tanti altri, ma una volta ospitava la villa dell’imperatrice, mica una cosuccia da poco. Stiamo parlando della moglie di Augusto, una donna che riusciva a diffondere una capigliatura alla moda meglio di Marylin Monroe o Audrey Hepburn. La modestissima dimora, chiamata dalle fonti ad Gallinas albas, ha restituito un magnifico salone da pranzo estivo che, quando ti guardi attorno, sembra di stare nella Grande Voliera del Bioparco. Innumerevoli specie di uccelli che sembrano prendere vita in un giardino paradisiaco affrescato sulle pareti, oggi conservate con molta cura nel Museo Nazionale Romano. A volte penso sia meglio andarci co’ i tappi nelle orecchie, perché la verosimiglianza delle specie raffigurate è realmente impressionante.

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  1. Palazzo di Diocleziano a Spalato

Che c’è di meglio di costruire una monumentale residenza sul mare? Un incrocio tra un accampamento militare e un palazzo colossale, quella di Spalato è una casuccia da pensionamento. Ma giuro che le cose le ha fatte, alla fine se l’è sostanzialmente meritato. Così, per dire, ha diviso in quattro il mondo mediterraneo riunito sotto l’impero romano, ha posto praticamente fine ad una crisi angosciosa quale quella di III secolo. Insomma, sebbene abbia fallito a più riprese nel corso del suo regno, il suo operato si può giudicare sostanzialmente buono, e alla fine abdica volontariamente per godersi gli ultimi anni di vita in un posticino dotato di fortificazione, caserme, un tempio dedicato a Giove e un mausoleo per la sua futura sepoltura.

Split en Croatie - Reconstitution du Palais de Dioclétien par Ernest Hébrard      1920px-peristyle_of_diocletians_palace_split_11908116224

 

 

 

  1. Horti di Mecenate all’Esquilino

Che c’è di meglio di sigillare con un poderoso pacco di terra un cimitero utilizzato da secoli da tutti i romani per poter costruire una villa di campagna in città? Ecco, in parole povere, questo è ciò che ha fatto il fidato amico di Augusto, Gaio Clinio Mecenate. Estesi parchi, padiglioni, mostre d’acqua, statue e portici: se dovessimo riassumere la tipologia residenziale degli horti, questo insieme sarebbe azzeccato. Ad oggi, dell’estesa e lussuosa dimora, rimane un piccolo monumento visibile davanti allo storico forno Panella, che viene chiamato Auditorium, ma che, verosimilmente, doveva essere una ninfeo/sala da pranzo estiva.

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  1. Villa di Tiberio a Sperlonga

Luogo già particolarmente apprezzato sin dal I secolo a.C., dal momento che sorse già da allora una villa marittima, la magnifica grotta naturale ammaliò anche il successore di Augusto, Tiberio, che decise qui di installare la sua residenza di mare. L’antro naturale venne annesso all’edificio, il mare venne confluito all’interno e divenne una vera e propria grotta marina, atta ad ospitare una splendida coenatio nel quale l’imperatore poteva godersi dei pasti in compagnia di uomini fidati e del magnificente apparato scultoreo inerente al ciclo di Ulisse. Per non farsi mancare nulla, una bella peschiera di fronte alla spelunca – che, per sineddoche, poteva indicare il nome di tutta la villa – consentiva di mangiare sempre pesce fresco!

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  1. Domus Aurea

Qui non stiamo parlando di una persona qualunque, ma di un personaggio la cui mania di grandezza è stata tale da autorappresentarsi con una scultura di dimensioni colossali. Si tratta di Nerone e del “colosso” bronzeo, che giganteggiava nell’atrio della sua Domus Aurea. Costruita dopo il devastante incendio del 64 d.C., riflette una residenza di dimensioni esorbitanti, che si estendeva nel cuore di Roma fino a toccare Colle Oppio, Celio, Palatino ed Esquilino. Un tripudio di edifici, giardini, fontane e persino un grande lago artificiale, realizzato in quella stessa vallata dove, sotto Vespasiano, si avviò il cantiere di costruzione dell’Anfiteatro Flavio. Come l’avranno presa i Romani, privati di case e luoghi pubblici e sacri antichissimi, secondo voi?

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  1. Villa Adriana a Tivoli

Una residenza singolare voluta da un imperatore singolare. Amante della grecità, e della cultura in senso lato, Adriano fu certamente più furbo di Nerone, e progettò a TIVOLI una residenza tanto vasta quanto complessa, che integra la natura e l’artificio dell’architettura in maniera magistrale. Le sue conoscenze e i suoi gusti trapelano dai nomi che i luoghi stessi della villa assumono. Ogni elemento della villa è unico, e ancora oggi, a distanza di quasi duemila anni, la vista di questi luoghi affascina e colpisce, scolpisce nella memoria e nel cuore dei visitatori emozioni particolari, suggestive. Nel Pecile, una grande terrazza con piscina ornamentale, Adriano si manteneva in forma con lunghe passeggiate, percorrendo avanti e dietro un lungo muro di spina, soprattutto dopo pranzo, come prescritto già allora dai medici. Il Teatro Marittimo, un luogo letteralmente unico al mondo, un isolotto artificiale circondato da un canale anulare, che permetteva all’imperatore di isolarsi per meditare, scrivere o elaborare idee dal suo proprio ingegno. Il Serapeo, un magnifico padiglione stellato utilizzato per sontuosi banchetti, decorato da una quinta scenografica movimentata da nicchie con cascatelle e statue ornamentali.

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Articolo di Fabrizio Fasoli

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