Una centrale termoelettrica salvata dal Papa

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“CENTRALE TERMOELETTRICA SALVATA DAL PAPA”

sIl sommo pontefice, comunemente “papa”, grazie alla sua autorità religiosa riuscì, durante gli attacchi tedeschi, a proteggere fedeli e importanti strutture.

Protagonista di questa fortuna, che ci permette ancora oggi di visitarla ed ammirarla con tutti i suoi capolavori, è la Centrale Montemartini.

edqLa caratteristica centrale è oggi visitata da turisti, appassionati e intere scuole. Venne inaugurata nel 1912 con il suo primo impianto pubblico, allora situato nell’area di sviluppo della città appena fuori dal quartiere Testaccio, con la grande risorse ferroviaria e naturale qual è quella del Tevere.

 

Tale centrale ospita circa 400 statue romane, insieme a epigrafi e mosaici, in una straordinaria ambientazione di archeologia industriale che attira la curiosità di molti frequentatori. La centrale, tuttavia, non ha passato sempre dei bei momenti, ma, al contrario, ha rischiato gravi danni.

Diversi esperti hanno riportato la grande storia della centrale.

Durante gli attacchi tedeschi nel territorio italiano – dove, passando i nemici, rasero al suolo ogni tipo di ricchezza e istituzione politica, storica o economica – la centrale non era altro che un piccolo “spuntino” che avrebbero polverizzato in men che non si dica.

Chi era a capo della struttura, però, nel dovere di tutelarla, si fece furbo ed elaborò un idea geniale: ordinò di ricoprire l’esterno dell’edificio con bandiere e striscioni con simboli del Vaticano, fingendo così di essere una potenza papale, davanti al quale i tedeschi passarono disinteressati, senza lasciare alcuna traccia.

 

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Fu così che la centrale si salvò restando illesa e, dopo un periodo di restauri, fu riaperta come grande museo di opere romane includendo in sé ciò che rappresenta oggi la sua unicità: i macchinari e i resti di quello che fu il primo impianto pubblico di produzione di elettricità di Roma.

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