Progetto Archilochus – Lirica antica e interpretazioni contemporanee

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Concerto

Concerto nell’Aula Odeion

Il 4 dicembre 2015, presso l’Aula Odeion dell’Università La Sapienza, si è svolta una presentazione di volumi inediti riguardanti nuovi studi di letteratura, storia e archeologia del mondo antico. La rassegna prevede una collaborazione già da tempo avviata tra le università di Roma di Tor Vergata e La Sapienza, nata da un’iniziativa di Eugenio Lanzillotta e Leopoldo Gamberale che hanno coinvolto nel progetto professori dell’università di Napoli “Federico II”, di Bari, Bologna, Salerno e Newcastle. A conclusione dell’evento è stato proposto un concerto in cui liriche greche di Saffo, Alceo e Archilocheo sono state recitate ed interpretate con accompagnamenti musicali. Il concerto sviluppato nell’ambito del “Progetto Archilochus – Lirica antica e interpretazioni contemporanee”, dopo aver riscosso un grande successo nell’edizione precedente presentata all’Università di Tor Vergata, è stato ampliato e ripresentato in questa occasione. Ideatore e promulgatore del progetto è il professore di storia greca all’Università di Roma Tor Vergata Eugenio Lanzillotta sostenuto dalla collaborazione di Maria Grazia Buonanno che ha curato la traduzione delle liriche e dalle canzoni di Giovanni Guaccero. Tra gli artisti che hanno contribuito al progetto, il baritono Andrea D’amelio che ha eseguito in forma cantata le liriche di Alceo e Archiloco e l’attrice Sandra del Maro che ha recitato le poesie di Saffo. Ad accompagnare le voci il pianoforte di Silvia Lanzillotta, il flauto di Luca de Marchis e le percussioni di Nicola Raffone. L’intento di questo progetto è quello di creare un ponte tra la lirica antica, che presenta tematiche ancora attuali, e la contemporaneità delle melodie e del suono; in modo che la musica diventi un mezzo per rendere più fruibile e attuale un patrimonio letterario spesso sottovalutato e poco considerato. È lo steso Guaccero a spiegare questo processo di trasformazione “nel momento in cui la parola (cantata e non)  prende corpo, passando dalla “salmodia” al recitato fino a sfiorare le forme della canzone, il flauto e il pianoforte creano dei contenitori musicali che fluiscono alternando pedali modali ad armonie più moderne, e dunque ponendo l’opera – e le liriche antiche – in relazione con ciò che oggi può essere una accezione condivisa di contemporaneità” Articolo di Letizia Leo ed Elisa Vagni    

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